Alzheimer Café - Interventi non farmacologici

Comune di Milano - Direzione Centrale Politiche sociali e Cultura dalla salute
Codice fiscale: 01199250158 - Partita Iva: 01199250158
Indirizzo: piazza Della Scala, 2 - 20121 Milano (MI )
Tel: 020202 - Fax: - Sito Web: http://www.comune.milano.it - Email: MilanoFamiglie@comune.milano.it

DETTAGLI

descrizione ALZHEIMER CAFÉ Gli Alzheimer Café sono spazi ideati da uno psico-geriatra olandese, Bère Miesen, per dare ai malati e ai loro caregiver la possibilità di trascorrere piacevolmente del tempo fuori casa, e per alleggerire il carico di cura e la gestione dei malati. Negli Alzheimer Café sono presenti persone esperte che possono fare da guida in un clima disteso e divertente, al fine di orientare il rapporto di cura in modo positivo e costruttivo; gli L’Alzheimer Café rispondono anche a bisogni di socializzazione sia per il malato, sia per la famiglia, contrastandone l'isolamento. Agli Alzheimer Café sono spesso alternati presso le stesse sedi di svolgimento Interventi non farmacologici di varia natura; tra i più comuni ci sono: * MUSICOTERAPIA - la musicoterapia è un approccio che utilizza la musica per migliorare lo stato fisico, psichico e relazionale dei partecipanti; è un intervento che utilizza l’espressione musicale come strumento di stimolazione e socializzazione, e si svolge solitamente in gruppo: si ascolta la musica, si utilizzano strumenti musicali, si canta e si eseguono movimenti seguendo il ritmo. * DOLL THERAPY - la Doll therapy (terapia della bambola), nata in Svezia, ha l’obiettivo di diminuire alcuni disturbi del comportamento, quali agitazione, ansia, vagabondaggio, apatia, depressione, disturbi del sonno, stimolando i ricordi nella persona, che si trova a dover accudire qualcuno (la bambola), e ritrova così le proprie capacità di accudimento; la bambola è caratterizzata da occhi molto grandi e da peso e materiale costruttivo particolari, ed è munita di un dispositivo che riproduce il battito cardiaco. * PET THERAPY - è una terapia basata sull’instaurazione della relazione tra persona e animale al fine di migliorare la socializzazione della persona e le sue capacità fisiche e psicosociali. * LABORATORIO TEATRALE - il laboratorio teatrale si inserisce nella pratica del teatro sociale e di comunità, ed è caratterizzato dallo spazio dato alla comunicazione non verbale e all’attivazione della dimensione corporea (gestuale e vocale), che lo rendono adatto anche a persone con gravi deficit della comunicazione verbale; la conduzione mira a stimolare contemporaneamente la creatività personale e il senso di partecipazione, attraverso la condivisione di ogni spunto offerto dai partecipanti; vengono sollecitati la consapevolezza del respiro, delle sensazioni, dei gesti, dell’uso non verbale della voce, del contatto reciproco, della possibilità di interazione attraverso lo scambio non verbale. Il laboratorio prevede anche la partecipazione dei caregiver che lo richiedano, allo scopo di sostenere la reciproca relazione attraverso modalità alternative di rapporto. * LABORATORI OCCUPAZIONALI - i laboratori occupazionali sono consigliati soltanto durante la prima fase della malattia; si tratta di luoghi che organizzano attività volte alla socializzazione, a valorizzare le autonomie di ognuno e al sostegno quotidiano, come attività di psicomotricità e laboratori tematici. * TERAPIA DELLA REMINISCENZA - la terapia della reminiscenza ha l’obiettivo di stimolare la memoria attraverso il ricordo, e si fonda sulla naturale tendenza dell’anziano a rievocare il proprio passato, utilizzando l’ausilio di oggetti antichi per ricordare eventi ad essi collegati; l’obiettivo di questo approccio consiste nel favorire questo processo spontaneo e renderlo più consapevole e deliberato. La tecnica viene usata per recuperare esperienze piacevoli della vita, in modo da mantenere l’autostima e un ruolo sociale. * VALIDATION THERAPY - la tecnica Validation, ideata da Naomi Feil negli Stati Uniti, si basa sul contatto empatico con gli anziani confusi e utilizza un approccio relazionale che aiuta a ridurre lo stress e a mantenere la dignità e il benessere degli anziani; ascoltare l’esperienza che l’anziano vive, prenderla sul serio, accoglierla anche quando non è cognitivamente corretta o, addirittura, non è comprensibile, è possibile se si impara a condividere il piano emotivo: le emozioni sono sempre vere, anche quando l’analisi di realtà è compromessa. Questa accoglienza riduce frequentemente la tensione: da qui, anche il calo dell’intensità del disturbo del comportamento e, quindi, l’effetto terapeutico. Con l'applicazione costante della terapia si può osservare una diminuzione dell’ansia e dell’aggressività, con un aumento dell’autostima e del benessere; è da rilevare che tali effetti positivi riguardano sia i soggetti malati, sia i caregiver. Il metodo è particolarmente utile per i grandi anziani, con grado medio-grave di deficit cognitivo e di disorientamento. Per orari, sedi di svolgimento, referenti e recapiti delle diverse attività, si veda l'elenco degli Alzheimer Café e degli Interventi non farmacologici, oppure la sezione Mappe del "Vademecum su Alzheimer e demenza" scaricabile alla voce "Una rete per l'Alzheimer".
Rivolto ai residenti di Zona: 1 Zona: 2 Zona: 3 Zona: 4 Zona: 5 Zona: 6 Zona: 7 Zona: 8 Zona: 9

SEDI

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MAPPA DELLE SEDI

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